Bar tra sogno e realtà – di mari

“lo sai che non sarà semplice?”
“A noi le cose semplici non piacciono, mi sembra evidente”.
“Lo sai a cosa mi riferisco”
“certo che lo so, ma non ho intenzione di rovinarmi un momento che attendo da mesi, pensando che forse potremmo trovare delle difficoltà..”.
La differenza tra me e lui era semplice. Lui viveva in quel mondo da anni, io da quando lo conoscevo, e solo sentendolo dai suoi racconti. Era una prospettiva completamente differente.
Nel mio “mondo bello” incontrarsi per un caffé al bar dipendeva esclusivamente dalla voglia di farlo o no. Nel suo, l’unica cosa scontata era la voglia.
Lo capii quando ci trovammo davanti al Moon Bar e tre enormi scalini ci aspettavano. Io guardo lui, riguardo i gradini e cerco di non far trasparire lamia rabbia.
Lui mi sorride, come avevo sempre immaginato facesse, increspando il labbro, quasi vergognandosi, mentre i suoi occhi non riuscivano a celare un miscuglio tra delusione per quella barriera e l’entusiasmo nell’avermi lì.
“L’ultima volta che ci sono venuto non c’erano”, mi dice quasi a volersi scusare “per la Luna volevo un bar appropriato, mi sembrava proprio un’idea azzeccata…”
“Guarda che sei un bel tipo eh?? Hai la luna a tua disposizione, e vuoi rinchiuderla tra quattro mura?”.
Sorrido, perché non voglio che veda l’impotenza che sento dentro. Quei maledetti sampietrini, assolutamente caratteristici, diventano tremendi per la sua schiena, e anche per me che non sono pratica nella conduzione di certe carr, ma c’è un ma. Ho dalla mia la presunzione di potergli far capire che esiste un mondo bello anche per lui. Ognuno può avere il suo.
Prendo il comando e ci dirigiamo verso la piazza.
“Dove andiamo?”
“Ti fidi di me?”
“Sì, tranne quando guidi! Fa attenzione alle buche che se vado lungo qui c’è da ridere!!”
Arriviamo nella piazza che sarebbe diventata nostra.
C’è gente ovunque, chi scatta foto, chi si dirige verso la metro, noi ci dirigiamo verso una panchina libera, mi metto di fronte a lui.
“Chi ci impedisce di prenderla qui qualcosa da bere?”
“Fosse sempre così semplice Luna”.
“Un passo alla volta no? Adesso lo è, domani ci saranno di nuovo gradini, marciapiedi senza scivoli, intoppi burocratici, ma sarà domani, vogliamo davvero pensarci?”.
“Non è facile per me non pensare che è solo una parentesi meravigliosa questa, e come tutte le parentesi si chiuderà, ma tu sei capace anche di questo, perché domani mi sembra lontanissimo in questo momento”.
Il resto sono chiacchiere davanti ad una birra bevuta a modo nostro, risate fino alle lacrime che non si fermano, per battute che dieci minuti dopo neanche ricordiamo, mani che si stringono e sguardi che spogliano.
“Non mi guardare così!!”.
“Dammi un pizzico e dimmi che non sto sognando”.
Il resto è un brindisi, sulle nostre teste una luna piena come testimone, all’incontro di due mondi che continueranno ad intrecciarsi tra sogno e realtà.

Cheers!


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