Vivo o morto X – Noi, il Liga e il culo di Clooney – di hellstrom

Non è sempre così.
Insomma il più delle volte sono risate, pacche sulle spalle, appuntamenti per il sabato sera o per il prossimo concerto.
Medie rosse che vanno giù bene.
Il più delle volte funziona.
Talvolta si parla anche di figa, più spesso di pallone, di cinema, di musica.
Ma quella sera no.
E c’era davvero un’aria da magone che non girava proprio.
Noi quattro a guardarci negli occhi, troppo fumo dal Franco, forse troppo casino, forse una settimana dura che il venerdì sera non riusciva a diluire.
C’è una ragazzina in giro adesso, canta, saltella e strilla un rock semplice semplice, naturalmente dopo un paio di singoli ha inciso un lento strappalacrime.
Ecco, verso metà della canzone c’è una frase di quelle a effetto, che però rende l’idea.

It’s a damn cold night.
Dice tutto no?
E quella sera era così.
Non so cosa mi venne in mente, forse la seconda Kilkenny in circolo, girai la testa verso Roby e dissi.
-Ti va di andare a vedere il remake di Solaris?
Mi guardò come se fossi trasparente, gli avevano appena chiesto cinquemila euro per rifare il cambio della Opel, dire che era incazzato duro è dire davvero poco.
-Ma quello del libro di Stanislaw Lem? Minchia ma era una pizza il primo! Sorso di Kilkenny, la mia voce assunse una tonalità bassa e raschiata, su in ufficio le impiegate diventano matte quando telefono, almeno così mi hanno detto, peccato che sembrino la prima linea dei Dallas Cowboys, nessuna esclusa.
-Lo so, ma il primo era un film russo, prima di tutto, e poi.
Giuro che non mi venne più niente, sembra una cosa stupida, ma davvero non andava via quell’atmosfera. Intanto Alex sfogliava le sottane in giro e Gianluca una delle sue solite riviste da matto, piene di programmi di concerti strani, indirizzi di bed&breakfast e fumetti giapponesi al contrario.
Roby abbassò gli occhi.
-La Tella dice che lo vuol vedere anche lei, che si vede il culo di Clooney per un paio di minuti.
Tre paia d’occhi si girarono verso il suo grugno mal rasato.
Proprio in quel momento lì, sembrò cristallizzarsi tutto.
I quadretti della Guinness, le ragazze agli altri tavoli, le spine inclinate, il Franco e sua moglie con i sorrisi stampati. Vociare e fumo, fumo e vociare. Mi venne da piangere.
Mi costrinsi a far fuori mezza pinta in un colpo solo. Ora la voce aveva davvero una tonalità buia.
-Ragazzi io mi sento “X” e non sto scherzando.
Allora, dovete sapere che non è che sia un fan sfegatato del Liga, ero all’Olimpico a Luglio, ma dopo la quarta canzone, insomma, mi è simpatico siamo d’accordo, però ecco i miei gusti sono decisamente più cattivi.
Davvero non so perché mi vennero in mente quelle parole.
-In che senso ics?
Alex era riemerso e impugnava il secondo Hot Whisky, cannella, chiodi di garofano e tutto il resto.
Li osservai bene, li conosco da più di vent’anni, so interpretare ogni singola espressione dei loro volti.
Decisi che era la sera giusta, che anche se gli uomini certe cose non se le dicono proprio mai, a volte capita invece che se le dicano.
-“X” in vari modi, una bella croce sfumata, angoli acuti a cui ti vorresti appendere quando spegni la luce alla sera e sai che alle stronze 06.30 la sveglia suonerà e tu metterai i piedi sulla moquette, da solo. Qualcosa di molto simile a una sentenza del cazzo.
Gianluca ridacchiò.
-Allora, non è che siccome hai fatto il rappresentante di classe per tutto il triennio sei autorizzato a sparare cazzate a raffica.
Non rise nessuno, eppure non era male come battuta.
Incalzai.
-Facciamo quasi centosessant’anni in quattro. È inutile che ci prendiamo per il culo, concerti metal e tutto il resto. Io sono separato, tu e Alex manco ci pensate più, Roby da quando stai con la Tella?
Strinse le nocche fino a sbiancare.
-E, saranno quindici, sedici anni.
Non gli diedi tregua.
-Quante volte ti capita ti “desiderare la donna d’altri”?
Non emise un fiato.
Gianluca fece un altro tentativo.
-Ah ma allora è questione di figa stasera…
Inchiodai il coperchio con rabbia.
-No, è questione che io mi sento incompleto, senza per forza entrare in un film di Salvatores e uscire da Muccino, però se vogliamo ben vedere un motivo per cui tutti li hanno visti ‘sti film ci sarà no?
Roby tentò una debole sortita.
-Va bene, il concetto è abbastanza chiaro, ma in fondo c’è un sacco di gente che sta peggio no?
Non mi fermai, non VOLEVO fermarmi.
-Ma ti guardi in giro? Ma non lo vedi che stiamo diventando una maledetta città sbilanciata? Quante BMW nuove di pacca vedi ogni giorno?
Sai una cosa? Io sono stufo di farmi un culo quadro e di non poter neanche pensare di fare una merda di mutuo perché sarei costretto a pane e cipolle per gli inverni che mi rimangono. Tutto questo perché la società in cui vivo non permette a chi ha un solo stipendio di avere una propria vita.
A questo punto li avevo davvero sballottati.
Franco si avvicinò e sembrò, da buon gestore di pub, cogliere al volo l’atmosfera elettrica.
-Siamo nervosi stasera? Va beeene, il prossimo giro è mio, che vi porto?
Gli risposi meccanicamente, tre Kilkenny una Harp. Ma non staccai mai lo sguardo da loro.
Roby ci provò ancora.
-Non mi diventerai mica comunista adesso.
Feci una risatina.
-Sai una cosa? Non me ne può fregare di meno, come direbbe una tipa che conoscete molto bene. Comunisti, forzisti, morettiani, fasci, autonomi. Si fotta, si fotta tutto il mazzo putrido. Roby io ti voglio un bene dell’anima. Ma noi ci siamo persi il sessantotto, andavamo alle medie durante gli anni di piombo, al liceo privato abbiamo sopportato i paninari, quando c’era la pantera provavamo a capire che cazzo era ingegneria. Mi spieghi perché diavolo dovrebbe fottermene qualcosa della politica?
E a questo, davvero non seppero cosa rispondere.
-Sono stanco, ragazzi, stanco. E le merdose settimane vanno via troppo veloci. Mi piace leggere, scrivere, vivo di musica e voi fate lo stesso e la domanda con cui mi sveglio tutte le mattine è sempre la stessa.
Bagnai il pizzetto nella schiuma densa della rossa e sentii la loro curiosità diventare qualcosa di palpabile.
Li osservai ad uno ad uno.
-Per quale motivo non è stato ancora assegnato un fottuto Nobel al tizio che ha inventato i pantaloni femminili a vita bassa?
Questa volta risero, forte, e si girarono in tanti.
Poi li vidi strabuzzare fissando un punto dietro alle mie spalle.
Pensai alla solita tipa inguainata e supertaccata e quasi feci volare la pinta quando una mano mi si appoggiò alla spalla destra.
-Buonasera ragazzi, è un po’ che vi ascolto.
Io quella voce la conoscevo ma non riuscivo a…
Mi girai e lui era lì come se nulla fosse. Capelli lunghi, nasone, jeans e stivali.
Probabilmente la nicchia di fianco all’ingresso dei cessi del pub l’aveva tenuto nascosto dalla ressa per tutta la sera, probabilmente era lì fin dall’apertura, in attesa di andare chissà dove.
Eravamo in due ora ad avere la voce raschiata, beh, lui con la sua ci faceva della cose nettamente migliori che non parlare coi fornitori.
-Vuoi da bere?
Ecco cosa dissi.
Fece sì con la testa e il Franco si materializzò con una Ceres appena stappata. La cosa davvero strana è che tutti lo vedevano, ma non sembravano farci poi molto caso, come fosse un cliente abitudinario del locale.
Luciano si girò completamente e non potei fare a meno di notare la sfilza di anelli d’argento mentre impugnava lo schienale di legno scuro.
Disse semplicemente.
-Hai colto il problema di quella “X”. Ognuno ha questo parametro misterioso che scatta quando meno te l’aspetti e che ti costringe a fare delle domande. Troppo spesso ti costringe a dare delle risposte.
Feci per aprire la bocca, mi fermò con un gesto della bottiglia.
-Nemmeno io ho le risposte. Spiacente. Ma trovo davvero stupefacente che ci sia ancora gente capace di ridere di questo. Ridersi addosso, in un pub di venerdì sera. Per lo meno qualcuno che ci prova.
Poi fece un bel sorriso bianchissimo, dei suoi.
-E comunque, visto il culo di Clooney, dev’essere per forza gay. Esisterà un dio misericordioso da qualche parte no?
Questa volta, risi anch’io.
Di gusto.
Alzammo le pinte e la bottiglia e ci demmo dentro.


  1. la virata sociopolitica è un po’ improvvisa e inaspettata, cioè io mi aspettavo una X più intima e bla bla. L’apparizione di Luciano che parla, ah, sembra di vedere un dio che si materializza in terra…, però il culo di clooney io non l’ho visto e nemmeno i film di muccino, grazie a dio.

  2. Invece a me la X che sta per l’uomo qualunque schiacciato da una società consumistica e da una politica multicolore distante dalle necessità delle persone, è piaciuta moltissimo.
    Ligabue non mi intriga molto, ma il culo di Clooney…beh quello sì mi piacerebbe vederlo,,,eccheccavolo!!!
    Vado subito a cercare una programmazione prossima di quel film…

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