Se mi vuoi – di ireneladolce

Ordina il sapore in prima fila,
posa la mano stretta e corrucciata dove
il banco aspetta, nitido serpente.
Con l’ombra liquida riversa,
con sufficiente spocchia, nel bicchiere.


(mobile, di una mobilità insulsa
di schiuma o ghiaccio che modifica,
con il perenne assenso del suo vetro,
la tua composizione di emozioni)


Il punto acerbo della storia
è dopo il primo sorso o desiderio,
quando la gola scorge dietro i vetri
gocce di pioggia stanche
in nenie ancora liquide, riflesse


dall’azzurrognolo dei bar. Viene da lì
la tragica scoperta della notte
dove nascondono gli errori
e le cannucce bianche.
Tu bevi e stanchi il dito a forza


di stendere parole sopra il cerchio,
nodoso come mai, di un portarachidi
intrecciato. Il punto marcio arriva
quando il bicchiere è mezzo pieno.


Tu puoi alzarti e andare via.

Se vuoi. L’alternativa è sciogliere
sale sul bordo del mio labbro

è ancora presto. Se mi vuoi.

 

 

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