Eravamo ancora belli assai – di petarda

Non vi fa mai piangere, il treno? A me sì. Vi fa piangere il terno? Di un altro? A me no.
E comunque, scesa dal treno, un’amica mi aspetta per andare a cena con altri che non vedo da lunga pezza. Ma dopo si esce io e Fabio, da soli.
Vagabondiamo per le colline nebbiose in cerca di un posto in cui berci una birra o un bicchiere di vino. Nulla di nulla. Ricordo quando anni fa ero innamorata di lui e spesso ci perdevamo in auto nella nebbia d’inverno. Una volta comprammo delle birre e le bevemmo in macchina; alla fine quasi ciucchi affrontavamo i temi più disparati, dalla forma dell’anima al tipo di mutande. Avevamo gli stessi interessi. Un’altra volta gli avevo fatto prendere una stradina di campagna solo perché in fondo intravedevo un lumicino come quelli delle vecchie locande (naturalmente non c’era un piff).
Alla fine optiamo per un posto che non ci entusiasma ma che probabilmente sarà aperto. Lo è. Stasera fanno anche un concerto di blues, e anche questo non ci entusiasma, tant’è. Il locale è grande, un unico ambiente lungo le pareti del quale corre un terrazzino, una specie di matroneo. Noi ci mettiamo lì.
Fabio è un po’ depresso, almeno così mi pare. Continua a fare accenni al proprio degenero: ”non guido più come una volta… l’età”. Mentre lo dice sorride, ha quasi 40 anni e ne dimostra dieci di meno. Neanche il fatto che nei bagni incontri la cantante del gruppo, un’amica sua, e che lei pur avendo di fronte al palco il proprio fidanzato non smetta di mandar su occhiate verso di noi (sarà bisex?) sembra rincuorarlo. Anzi, non ci fa caso, per niente. Non riusciamo a dirci molto per il frastuono del locale, a un certo punto gli dico che quasi quasi preferivo stare in macchina. Lui mi guarda, afferra la sua caipirinha e ne manda giù mezza in un sorso. Avevamo tutti e due voglia di mojito, ma non lo fanno.
Il gruppo suona tutte le solite robe: I’m a soul man, Respect, e via così. Tre cantanti si alternano, l’uomo è una bestia, la voce è simile a quella del cantante ciccione dei Committments, roca e piena di passione, poi c’è l’amica di Fabio, bellissima voce ma fredda (tié) e infine un’altra cantante che sta per sostituirla. E’ molto bella, ma legata, e poi mi danno noia le sue mossette tipo ”sono capitata qui per caso… che emozione!”… insomma o canti o vai… carina. E a un certo punto canta! Una canzone lenta, che non conosco, accompagnata solo dalla chitarra, e la canta benissimo, riempie le note, si estende fin che può, cioè parecchio, ed è molto, molto sensuale… a un certo punto io e Fabio in automatico ci guardiamo con gli occhi luccicanti e un mezzo sorriso, è ancora bello condividere queste sorprese.
Solo che dopo vien su a trovarmi un altro Fabio amico mio, che si siede pure lui accanto a me, e so che Fabio_1 lo odia, e infatti come i bimbi che non vogliono vedere gira la testa tutta dall’altra parte e mette anche una mano a far da paraocchi. Parlo un po’ con Fabio_2 e poi faccio una carezza sulla spalla a Fabio_1 che, stupito, si gira di scatto e poi sorride. Nel frattempo però è Fabio_2 a metter su il broncio, e infatti mi saluta e ridiscende. Forse è un odio reciproco. Dopo poco comunque ce ne andiamo.
Davanti a casa, faccio una delle mie solite figure confondendo Elliott Gould e Glenn Gould (ma la so, eh, la differenza! E’ stato solo un lapsus momentaneo), e lo saluto con un bacio su una guancia, che non viene apprezzato. Fabio odia i bacini sulle guance a mo’ di saluto, non ha mai capito che quelli che gli do sono baci da bimba a bimbo. Amen!


  1. al juke box si può ascoltare il grande Otis.
    Leggendo qui si corre con la memoria al film The commitments, per me davvero bello, e non posso fare a meno di rievocare vecchi locali fumosi similpub dove, peraltro, mi sono esibito molto sfacciatamente come bassista.
    O tempora o mores…;-))

  2. per me, o tempora amores. grazie cybbolo per l’inserimento e la lettura :)))
    avrei voluto in effetti segnalare lo stesso pezzo cantato però dai commitments ma sul tubo non l’ho trovato. e sì che ho ravanato un tot.

  3. http://petar[..] Bieca autoreferentialia La settimana scorsa se non ricordo male il Brezny diceva che il mondo era in debito con me e dovevo trovare la maniera di chiedere diplomaticamente quanto mi spettava. E’ una cosa che non mi piace fare: non mi piace reclamare, [..]

  4. http://petar[..] Bieca autoreferentialia La settimana scorsa se non ricordo male il Brezny diceva che il mondo era in debito con me e dovevo trovare la maniera di chiedere diplomaticamente quanto mi spettava. E’ una cosa che non mi piace fare: non mi piace reclamare, [..]

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