Tre – di Euridicea

Non guardarmi così e versamene un altro, so io quando devo dire basta. Lo so dire “basta”, che credi. Ne ho sentiti talmente tanti che alla fine ho imparato a dirli; ma mi sa che a me non escono mica così bene, come a loro. Lei me lo ha detto lisciandosi, come sempre, la gonna. Quando è imbarazzata lo fa, si liscia le pieghe della gonna, convinta –così – di togliere via anche tutte quelle che nascono nella testa, e ci restano.
A che ora stacchi tu? Ci vieni al cinema con me, poi?
Ho provato ad andarci da solo, l’altro giorno, e ho scoperto che non ne sono più capace. Io, da solo con la mia testa le mie mani i miei pensieri i ricordi le braccia conserte le emozioni gli occhi, non ci so più stare. Ho bisogno di vedere un film, tu sei sicuro di non voler far tardi stasera? Ti porterei a vedere 3 film, uno dietro l’altro. Sempre lo stesso, però. Da quando avete dato una sistematina a questo bancone, finalmente si riesce a starci vicino per più di dieci minuti. Prima mi veniva il disordine in testa a guardare tutta quella confusione di etichette e vini e birre e arachidi. Ti dicevo del film, sì, tre volte. E il perchè – un po’- già lo sai, non è solo una questione di profondità: non ci voglio mica leggere diversi piani interpretativi o tutte quelle menate sui particolari da analizzare. No. Io ci mi ci voglio solo affezionare. Come alle cose che diventano tue, o alle persone. Mi ci voglio affezionare. Come tu sei affezionato a questo lavoro o a quel bicchiere che da due minuti tieni sotto l’acqua, ma per te non è ancora perfetto. Io voglio sentire e guardare una storia per non sentirmi solo, per legarla alla mia anche solo per poche ore, per il tempo che sarò nella sala buia, con dietro il proiettore. E non dirmi che le storie a te non piacciono, un barista fa il suo lavoro perchè gli serve: è nei corpi accovacciati dei clienti tristi sugli sgabelli – a pochi minuti dalla chiusura – che conosce l’anatomia del dolore, è nei capelli freschi e mossi della ragazza che chiede il cappuccino al mattino che impara l’odore della voglia di vivere. Io il barista come te non lo farò mai, non ho il coraggio di conoscere il mondo. Voglio solo affezionarmi e voglio cominciare dalle persone sulle pellicole. Chissà che non impari a capire come si fa. Sciacqua anche questo mio bicchiere, e so che ci metterai la stessa tua consueta cura, amico mio. A te viene più facile tutto. Primo spettacolo, 21.30. Ti aspetto all’ingresso.


  1. Il concetto del tre film credo d’averlo compreso bene assai…
    E’ il tempo che mi lascia perplesso, ché se il primo spettacolo comincia alle 21.30, l’ultimo dovrebbe cominciare per lo meno alle ore 1, 30 di notte…
    e poi una maliziosità: con tre film alla volta non sarà che c’è del tenero con la maschera?…;-))

  2. avrei voluto sapere di che film si trattava.. non per niente, ma se fosse un mattone metterei in conto anche il fatto che l’amico abbandonato con una lisciata di gonna, con tutto quel che ha bevuto, manco alla fine del primo tempo arriva, altro che tre proiezioni!…
    😉 poi al buon barista gli tocca pure di raccontarglielo, il film.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...