1. beffarda l’espressione irretita *cicisbeota* del pupazzetto, nonché particolare la torsione di schiena che – saltando da uno sgabello all’altro – avvolge la pienezza sferica delle chiappe di lei.
    bello anche il bancone a “ringhiera” sul mondo.
    mmm… epperò è più affascinante il tratto nebuloso dell’altro cafferello.

  2. cyb,
    e proprio a quel tipo di fauna (o fauno) da bancone pensavo 🙂

    paròl,
    grazie, non avevo notato la torsione gemellata alle di lei chiappe, benché pensassi a un gatto pronto a spiccare il balzo 🙂
    Sono d’accordo con te, circa questa linea di cafferelli: in effetti, così per provare, ho usato un caffè di 2 giorni (più scuro), con una seconda bustina di zucchero (più denso), steso col mischiolino di plastica al posto del pennello giapponese. questo permette sì, di disegnare maggiori dettagli, ma va a scapito dell’atmosfera rarefatta che dànno le macchie.. comunque, dal vivo sono stranissimi: il caffè si asciuga rimanendo in rilievo, e i tratti sembrano fatti in carammelo liscio e riflettente!

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