discorsi da bar – di zop

sono seduto al bar davanti a un caffè. di fronte a me, due individui che sembrano essersi incontrati per caso, seduti in tavoli attigui, conversano ognuno davanti alla propria consumazione. dal mio scorcio non riesco a percepire esattamente quel che si dicono. ma da come sono vestiti, da come si muovono e gesticolano e da qualche parola carpita qua e là, non è difficile immaginarlo! sono sicuro di poterlo ricostruirlo facilmente: un banale, solito, scontato, pittoresco, discorso da bar.
– lei di che cosa si occupa?
– mah… è complicato. attualmente sto lavorando a un ceppo di zanzare geneticamente modificato. le ho incrociate con i geni degli insetti più velenosi. poi ho inserito un sistema di riproduzione molto efficiente che spinge la zanzara a un comportamento, in parole comprensibili anche ai non addetti, piuttosto ninfomane. chmicamente è molto competitiva nella selezione sessuale rispetto alle altre specie, come una fotomodella per l’uomo medio, per intenderci. che altro? depone molte decine di migliaia di uova ogni settimana e la sua puntura è mortale per i mammiferi, nel 70% dei casi. ora sto cercando di introdurre anticorpi e resistenze verso i più comuni insetticidi e di alzare la tollerabilità delle temperature. quando avrò finito potrò avviare il primo allevamento per poi immettere gli esemplari in natura. se i miei calcoli sono esatti il nuovo organismo dovrebbe essere in grado di decimare l’umanità in pochi anni, per soppiantare subito dopo la maggior parte delle altre specie sulla terra, colonizzandola. credo che l’impatto sull’ecositema sarà sconvolgente.
– ma con queste zanzare scatenerà un’apocalisse inarrestabile!
– non è così semplice. bisogna vedere anche cosa stanno combinando il cimpalinese, che di sicuro lavora sui virus, l’irantimignano e l’afrinoticano.
– cioè?
– mica sto gareggiando da solo! siamo in quattro. una specie di appalto da vincere, diciamo. ognuno progetta un organismo devastante in grado di riprodusi ed evolversi il più possibile. poi si buttano tutti in competizione con le specie della terra e vince il bioprodotto che si afferma sugli altri. non facciamo che sfruttare la selezione naturale!
– ma perché lo fate? sarà la fine dell’umanità!
– la biosperimentazione consiste proprio in questo. ma come crede sia spuntato l’uomo, a suo tempo? è un progetto modificato geneticamente da noi. è dai tempi dei dinosauri che facciamo le nostre competizioni e i nostri test sulla terra! Ricordo ancora il prototipo del t-rex…
– ma chi siete? extraterrestri…
– questo sarebbe il meno. lavoriamo per il terrorismo evoluzionistico intergalattico. testiamo specie in grado di imporsi con effetto devastante sugli ecosistemi esistenti negli universi. i risultati più adattabili e aggressivi li rivendiamo ai gruppi di guerriglieri spaziali periferici che sono in guerra con la federazione. la federazione del resto non si fa scrupoli a impiegare gli stessi metodi con noi, anche se dicono di essere nella legalità, loro. e lei, invece, che fa di bello?
– no, io sono nel ramo dell’intercomunicazione attraverso la supecurvatura dello spazio. progettiamo buchi neri, per intenderci. li piazziamo nei punti strategici delle galassie e li utilizziamo come scorciatoie per comunicare o viaggiare da una galassia all’altra. guardi… non potrei dirglielo a dire il vero, ma se mi va in porto il contratto di domani… le do un consiglio! se fossi in lei andrei a sperimentare in un’altra galassia perché qui tra poco verrà risucchiato tutto!
il caffè è finito. pago e mentre acchiappo il resto lancio loro un’ultima occhiata. per un momento mi viene in mente di avere travisato tutto. forse ero troppo lontano per potere ascoltare realmente la loro conversazione. forse mi sono inventato ogni cosa. eppure, a guardarli bene, sono sicuro che non possano essersi detti altro che questo.

 

  1. sbalordiscorsi da bar, potrei chiosare. ed in effetti, il metalinguaggio interomorfico, sovente ingenera distorsioni del segnale capaci di pescare nel torbido dei bi-sogni della ragione.
    da tutto ciò potrei arguire che tua bisnonna (di nome pia zop) ti violentasse il buco nero col super-faust con piretro.
    :))))
    scherzi a parte, buona prosa chirurgica, capace di giocare ad “allucinazione e reazione” con le nostre paure più sicure.
    bene.
    (occhio, refusi: “poterlo ricostruirlo”; chmicamente)

  2. Patafisica, scrittura potenziale, patageniale, pataparapà :-)))
    Dopo il computo della superficie di Dio del compare Alfred Jarry, questa è la cosa più demenziale che abbia letto. E di cose ex mentis da te ne ho lette!

    Ancora rido per il commento n.6 !!!

  3. Ma dai…eravamo proprio io e Xyxjk!
    Ma era solo un gioco, noi due siamo proprio due gran burloni. E poi, che stupidaggine sarebbe investire energie in un pianeta che verrà prossimamente devastatato dall’incombente Jihad Ateo Razionalista dei Trumbulliani (con sterilizzazione nucleare inclusa).

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